Il Bagno Nettuno

 

Per qualcuno il segreto è quello che ha fatto la ‘storia’ del turismo balneare romagnolo: far ‘stare bene’ la gente, quelli che presto non sono più solo ‘clienti’ e diventano (se lo vogliono, senza invadenza) degli amici.

Una gestione famigliare di tre generazioni garantisce continuità dagli anni ’50 che occhieggiano nelle grandi foto in bianco e nero e fanno il paio con gli “scatti” di Isidoro e Pietro, ‘storici’ fotografi della spiaggia di Cesenatico, a segnare il lento scorrere delle stagioni, il crescere dei piccoli, gli incontri fra i giovani, il rispetto e la gentilezza nei confronti di chi, magari da decenni, ritorna ogni anno al “Nettuno“, con i capelli bianchi e i nipotini.

Un luogo dove ti senti a tuo agio, condotto da chi conosce bene il difficile mestiere di avere attenzione per ognuno.

Le giornate al Nettuno si aprono con un sorriso, con un saluto, con una battuta di Fabio, di Luca, dell’Ilva e degli altri.

Poi c’è spazio per i giochi dei bimbi che presto fanno “squadra”, in spiaggia e, appena appena cresciuti, vengono arruolati nei “mitici” tornei di bocce.

La gestione famigliare, da oltre cinquant’anni, ha lasciato un’impronta indelebile sul Nettuno che, pure, si è adeguato ai tempi: ma senza stravolgere la propria fisionomia. Perché è proprio questo che generazioni di clienti-amici vanno ricercando: la tranquillità di essere a proprio agio, la sicurezza dell’ambiente per i piccoli e gli adolescenti, lo spazio per i giovani, il mangiare insieme, davanti al mare, qualche buon piatto. E lavorare al computer sfruttando la rete
wi-fi (se proprio vuoi), o leggere in santa pace, (meglio), o chiacchierare o passeggiare: le semplici cose che hanno fatto, del resto, la storia delle ‘vacanze al mare’, in Romagna, dagli anni ’50 ad oggi.

Il Nettuno ne è stato testimone e ne è, ancora, protagonista.

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